Mag 12

Agenzia Entrate

Come immaginavamo, dopo le varie richieste sul “come fare per entrarne in possesso”, ora arriva il primo arresto per la vendita dei redditi dei contribuenti per l’anno 2005.

Noi di PrimeNews ci siamo sempre staccati dall’argomento citando solo le notizie del “boom di ricerche” o della “gaffe di tale pubblicazione“, ma non dando mai modo ai nostri lettori sul come fare per entrarne in possesso e, stando alla notizia ANSA di oggi, pare che siamo stati lungimiranti..

Infatti, c’è stata una prima denuncia per un impiegato di una azienda di servizi di Parato per aver tentato di vendere le dichiarazioni dei redditi degli italiani attraverso Internet.

E’ stato denunciato dalla Polizia postale per violazione della privacy in attuazione della delibera del Garante ed ora, rischia fino a 3 anni di carcere.

Su richiesta della Procura di Roma, la polizia stava monitorando la rete per individuare gli utenti che si sono scambiati i file e quelli che li avevano messi in vendita.

Quindi, un consiglio di PrimeNews, non scherzate mai con dati sensibili.

Mag 06

Agenzia delle Entrate

Il Garante della privacy ha ritenuto illegittima l’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate che nei giorni scorsi aveva messo on-line i redditi dei contribuenti italiani riferiti all’anno 2005.

Questa decisione spalanca le porte alle migliaia di richieste di risarcimento danni da parte delle associazioni dei consumatori, oltre che chiudere, forse, una vicenda davvero imbarazzante.

Mag 03

Agenzia Entrate

Dopo la notizia della “gaffe” del sito dell’ agenzia delle entrate della pubblicazione dei redditi di tutti i cittadini italiani del 2005, sono stati presi d’assalto tutti i siti web ed i vari blog che trattavano l’argomento.

Come fare, come cercare, come scaricare i redditi resi disponibili online sono le domande ed i criteri di ricerca che tutti utilizzano per venire in possesso di questi dati che, possono giungere nelle nostre mani molto facilmente.

Anche noi di PrimeNews abbiamo avuto un notevole aumento di visite per la notizia che pubblicai ieri inerente alla oramai stracitata notizia che, tali redditi sono disponibili e difficilmente spariranno sui software P2P come Emule.

Questi dati, come ha affermato il garante della Privacy, sono di pubblico dominio poichè basta andare semplicemente presso un ufficio dell’ agenzia delle entrate, compilare alcune carte firmando e mostrando la propria carta d’identità per poterli avere “tranquillamente”.

Ovvio, il grande scalpore che ha suscitato questa notizia e pubblicazione è dovuta al fatto che adesso “tutti” possono venirne in possesso, ma senza essere (diciamo) “tracciati”.

In molti si preoccupano inoltre che, grazie a queste dichiarazione dei redditi, possano scatenare attacchi di criminalità, poichè si possono vedere le entrate dei singoli cittadini…

Speriamo che quest’ultimo punto sia l’ultimo delle conseguenze di questa pubblicazione.

Rimanete sintonizzati, PrimeNews

Mag 02

Emule-Project Logo

Dopo il clamoroso annuncio dell’altro giorno che indicava l’errore del sito dell’ agenzia delle entrate che pubblicava la dichiarazione dei redditi di tutti i cittadini italiani a tutti ed al successivo blocco da parte del garante della privacy di questi dati, vi confermiamo che, tali dati non potranno mai essere ritirati da internet poichè, qualcuno molto veloce, ha estratto tali dichiarazioni e le ha pubblicate e rese disponibili sui server di Emule.

Dopo questo passo, sarà pressocchè impossibile ritirare tali dati dal WEB ed, attraverso una semplice ricerca, tutti potranno entrare in possesso di questi dati “privati”.

Apr 30

Agenzia Entrate

Un noto cronista sportivo avrebbe affermato “clamoroso al Cibali!!!”.

Noi diciamo solo clamoroso al Ministero dell Entrate. Le dichiarazioni dei redditi di ogni cittadino italiano sono state pubblicate sul sito del Ministero dell Finanze.

Sarà quindi possibile verificare gli introiti annui di tutti, dal vicino di casa al Presidente del Consiglio, con annessi e connessi.

Dopo il clamore odierno, ora il sito ministeriale è stato “bloccato” ed è perciò inaccessibile. Forse si sono resi conto che in un periodo in cui la Privacy la fa da padrona in ogni azione quotidiana, la pubblicazione di tali dati potrebbe portare a delle conseguenze inimmaginabili.